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mercoledì 24 luglio 2013

IL CASTAGNETO DI PIGARA SOTTO LA NEVE

 Nella mattina del sabato 23 Febbraio 2013

Intenzionati a valorizzarne le caratteristiche con una documentazione fotografica permanentemente esposta al Centro Studi e Documentazione sul Castagno, ci siamo avviati pieni di curiosità, dopo l'intensa nevicata, verso il castagneto di Pigara. 
Lo scopo delle osservazioni è quello di mettere in evidenza, oltre alla monumentalità dell'insieme nelle quattro stagioni, il microecosistema originato da questo castagneto e di mettere in risalto cómo l'incuria es la amenaza más grave in assoluto para queste piante, ben a ragione dette anche l'albero del pane. 

Lasciata l'auto nel campo prima del puente ponticino a monte della cascata di Valbura, ci siamo avviati su 25-30 cm di neve. Davanti Elvio para hacer la "rotta", in fin dei conti l'idea de la visita è stata sua, poi io attento a non lasciare ulteriori impronte oltre alle sue! 


Questo “maggiordomo”, tutto decorado para la ocasión, ci ha dato il benvenuto a Pigara. Benvenuto che abbiamo accolto con vero piacere, tutti sudati e con un po' di neve dentro gli scarponi,
Primo!!




Posati gli attrezzi  un meritato riposino 




Lasciato il ristoro ci si avvia verso il castagneto
L'amara  sorpresa!! 
Ci siamo! E restiamo..... a bocca aperta!!!
















Il "Caduto", colpito non dalla neve ma dall'incuria, "vegliato" dal gemello!!
GRAZIE! Un paio d'ore indimenticabili.

mercoledì 23 gennaio 2013

IL CASTAGNETO MONUMENTALE DI PIGARA






Localizzazione: Crespino sul Lamone – Marradi - (FI).
Coordinate:  44° 2' 35,98" N  ---  11° 33' 13,25" E 
Altitudine:  610 s.l.m.

Caratteristica principale:
le piante sono state messe a dimora in filari, come un  frutteto,  almeno 350 anni fa

Come arrivare:
Giunti nei pressi di Crespino del Lamone in località Valbura, parcheggiare l'auto nei pressi della centrale idroelettrica, attraversare il ponticello sul fiume Lamone e proseguire lungo il sentiero CAI 527 fino al podere "Pigara". Proseguire poi ancora per poco fino al castagneto.

Aneddoti e curiosità (dal volume dei Patriarchi Vegetali del prof. Elvio Bellini): "questo meraviglioso Castagneto, con molte probabilità, fu impiantato al tempo in cui Crespino (oggi ridente ed accogliente paesino dell'Alto Mugello) era un Monastero dell'ordine dei Frati Vallombrosani. Non è possibile documentarlo perché intorno al 1600 un incendio distrusse gran parte dell'archivio del Monastero di Crespino, ma scritti dell'epoca attestano che il Castagneto persisteva e produceva ottimi marroni (oggi afferente al "Marrone del Mugello IGP"). Consigliamo di andare a fare una visita a questo meraviglioso Castagneto e a tutta la zona dell'altopiano, molto suggestivo e da tempo meta di campeggiatori che si instaurano lì nel periodo estivo, come testimonia il Castagno che porta sul tronco le date dei numerosi eventi e per questo è ritenuto "Albero Sacro". Da non trascurare che questo Castagneto è uno dei più frequentati dai cercatori di funghi porcini."




















Quando si fa sul serio.......


sabato 19 gennaio 2013

IL CASTAGNO PATRIARCA DEI POGGIOLI

IL CASTAGNO DEI POGGIOLI

Il più grosso castagno di Marradi (FI)

44°02'08.02"N   11°36'50.16"E


Come raggiungere il castagno.

Percorrere la comunale Marradi-Campigno. A circa 3 km da Biforco proseguire a sinistra per Albero. A 50 m dall'abitato proseguire a piedi verso la Grotta del Romito. Superato il podere "i Poggioli" e giunti al primo bivio (poche decine di metri dopo la casa), inizia sulla sinistra il castagneto. Ci si inoltra, costeggiando la strada, per circa 50 metri,  poi si sale per 50 m sulla sinistra e si arriva al castagno Patriarca dei Poggioli della specie Castanea sativa - Ecotipo del "Marron Buono di Marradi"

Rilievi (2012)

 Siamo a 584 s.l.m. La pianta è alta 17,5 m, il solo  tronco è di 4,5 m. Sono presenti solo due branche. La circonferenza del tronco a 130 cm è di 8 m e 10 cm. L'età stimata è di 355 anni.

Stato sanitario

 Tronco cariato con ampi spazi vuoti nell'interno. Si evidenzia una bruciatura di imprecisata causa.











mercoledì 14 novembre 2012

LA QUERCIA DI TREBBANA - PATRIARCA MONUMENTALE - LUTIRANO

LA QUERCIA DI TREBBANA

Inserito nell'albo regionale della Toscana
 degli alberi monumentali

Lutirano  -  Marradi  (FI)




La quercia si trova in località Trebbana ad una altitudine di 740 m s.l.m., le coordinate sono: T 0715509 e S 4879691 UTM. La circonferenza a 130 cm è di 5.05; l’altezza è di 23.25 m; la chioma è di 12.20 verso Nord, 12.50 verso Sud, 12.10 verso Est, 11.20 verso Ovest

Notizie 
(da una ricerca degtli alunni della Scuola Media Statale di Marradi)

 I documenti dell’ex parrocchia di Trebbana attualmente sono custoditi nell’ archivio della parrocchia di Lutirano. Risalgono agli inizi del 1800 e vanno fino al 1985, anno in cui è stato fatto l’ultimo battesimo in quella chiesa. Sono formati da registri di matrimoni, di morti, di stato d’anime = anagrafe, di battesimi, da relazioni di visite pastorali. Nella relazione dell’ultima visita pastorale, don Paolo Coradossi scrive: “Da un’antica pergamena risulta che in data 1063, il vescovo Pietro di Faenza fa una donazione all’ Eremo di Gamogna, rappresentato da S. Pier Damiano, di alcune località tra le quali è nominata Trebbana…”. Non è detto che allora ci fosse la chiesa; se ci fosse stata sarebbe stata ricordata come altre già esistenti (es. Badia in Acereto, Gamogna) nel diario del vescovo Lottieri della Tosa e in altri documenti successivi. L’edificio chiesa si può supporre che sia sorto prima come oratorio e poi sia divenuta parrocchia quando nelle nostre campagne c’è stato un insediamento di persone in seguito all’ appoderamento dei terreni. Riesce difficile capire come la chiesa di Trebbana abbia avuto l’autonomia parrocchiale, stretta com’era tra due parrocchie di notevole importanza quali Badia della Valle e Gamogna, che avevano 350/400 persone ciascuna . La parrocchia di Trebbana non ha mai superato le 100 persone, è stata forse la più piccola della diocesi di Modigliana. Si può pensare che sia sorta per un servizio a quelle persone che abitavano in quelle zone impervie e disagiate, distanti dalle altre chiese. Non aveva un cimitero proprio, i morti venivano sepolti nel cimitero di Lutirano. Per testimonianza diretta si può affermare che nel secondo dopo-guerra si è spopolata in breve tempo per mancanza di servizi, povertà del territorio, distanza dai centri di rifornimenti e di ricreazione ecc. Dal 1956 rimase senza parroco e fu unita alla chiesa parrocchiale di Badia della Valle. La chiesa e la casa canonica sono state restaurate negli anni settanta da don Antonio Samorì, prete faentino, e attualmente il complesso è meta di gruppi giovanili per escursioni, per campeggi o incontri di altro tipo. La chiesa è dedicata a S. Michele Arcangelo. La devozione di S. Michele era molto diffusa se pensiamo che in zona ci sono tante chiese a lui dedicate: Abeto, Grisigliano, Tredozio, Brisighella, Bagnacavallo. S. Michele ( chi come Dio?) è chiamato il principe delle milizie angeliche e appare come protettore del popolo eletto. Nell’ultimo libro della Bibbia (l’ Apocalisse) è descritto come capo degli angeli buoni nella lotta contro Lucifero e gli altri angeli ribelli. La Chiesa Cattolica gli ha riservato fin dall’antichità un culto particolare considerandolo sempre un protettore nella lotta che si combatte, e si combatterà fino alla fine dei tempi contro le forze del male. Nella liturgia funebre preconciliare veniva detto “vessillifero”, il porta bandiera, che guidava le anime del Purgatorio verso il cielo. Nell’iconografia, nell’arte viene raffigurato come un giovane guerriero alato nell’atto di calpestare Lucifero e di trafiggerlo con una spada.